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Perché adesso è il momento migliore per creare una nuova abitudine

Se prima i mille impegni ci catapultavano giù dal letto ogni mattina, adesso possiamo ritrovarci ad aprire gli occhi chiedendoci: “Cosa farò oggi? E domani?”, senza, però, avere una risposta certa o pronta. Provare a creare una nuova abitudine, nuove ritualità, una nuova routine può aiutarci a vivere meglio questi giorni che l’emergenza del Coronavirus ci spinge a trascorrere in casa.  Accogliere l’idea di Matt Cutts di provare ogni giorno qualcosa di nuovo, Try something new for 30 days, può esserci utile.

Senso di vuoto o vuoto di senso?

I giorni che stiamo vivendo sembrano giorni sospesi, strani soprattutto per chi è abituato a vivere i ritmi di una società liquida che cambia costantemente e ad alta velocità. Non sono giorni facili per l’incertezza e per lo stravolgimento della normalità che comporta questa nuova emergenza, giorni in cui si può provare un senso di vuoto. Questo senso di vuoto è normale, ma rischia di far piombare sulle nostre giornate un vuoto di senso, di farci sentire inutili.

Per questo, ancor più adesso, creare qualcosa di nuovo, può aiutarci a riscoprire e mantenere una direzione ed una progettualità nelle nostre abitudini. Creare delle nuove routine può essere il modo migliore per scandire ed attraversare un tempo dilatato, sospeso, e ricordarci della nostra produttività, per adesso interrotta altrove.

Prova qualcosa di nuovo ogni giorno!

C’è qualcosa che avresti sempre voluto fare, ma non hai ancora realizzato per i più svariati motivi? 30 giorni sono il tempo necessario per poter «inserire una nuova abitudine e disfarsene di una vecchia», ci spiega Matt, ed insieme alle nuove abitudini si aggiungono altri vantaggi:

  • «La prima è stata che invece di mesi che si susseguivano spediti, anonimi, il tempo adesso sembrava assumere un valore diverso».
  • «Ho notato anche che prefiggendomi obiettivi mensili sempre più ardui col passare del tempo, la mia autostima è aumentata».

I pro dell’inserire una nuova abitudine, per migliorare sé stessi e la propria autostima, sono sicuramente molti, ma, spesso, passato l’entusiasmo iniziale, si va incontro alla vera sfida: continuare ad essere costanti. Oltre alle parole di Matt Cutts, anche una giusta attitudine mentale è quello che fa la differenza, come vedremo fra poco.

Come mantenere una nuova abitudine?

Bene! Hai deciso di cimentarti in qualcosa di nuovo, gli inizi, si sa, sono momenti magici e pieni di eccitazione, la parte dura è mantenere il proposito. Il primo consiglio di Matt, da tenere a mente mentre si struttura una nuova abitudine o un nuovo progetto è: iniziare con dei passi corti e realistici. «Ho imparato che quando ho fatto cambiamenti piccoli e sostenibili, cose che riuscivo a portare avanti, c’erano più probabilità che li mantenessi». Porsi degli obiettivi raggiungibili è la prima mossa da fare, ciò che conta, poi, è anche il nostro atteggiamento.

BJ Fogg, psicologo e ricercatore alla Stanford University, aggiunge qualcos’altro. Bisogna partire da delle «tiny habits», dei comportamenti semplici e specifici: non, per esempio, “tornare in forma”, obiettivo vago e intimidatorio, ma «fare due flessioni mentre preparo il caffè la mattina», da ampliare man mano che si migliora, come puoi leggere in un’intervista sul sito TED.

È qui la festa?

Fogg aggiunge un piccolo “superpotere” che può trasformare il nostro approccio alle nuove abitudini e, più in larga scala, alla vita: sentirsi bene in un dato momento. Proprio questa sensazione di benessere è la chiave per plasmare delle nuove abitudini e si può ricreare attraverso una tecnica che lui chiama «celebration» (e in questo caso va benissimo ritornare con la mente alla canzone dei Kool and the gang). Festeggiare ci fa provare una sensazione positiva a nostro piacimento, su richiesta, sensazione che il cervello associa con la nuova abitudine. Così la tecnica della «celebration» è specifica per cambiare comportamenti e poi il nostro assetto psicologico. Come Fogg sottolinea in questa intervista, che puoi trovare qui se vuoi approfondire:

«Emotions create habits. Not repetition. Not frequency. Not fairy dust. Emotions. When you are designing for habit formation — for yourself or for someone else — you are really designing for emotions».

Cosa aspetti?

Dandoti questo piccolo suggerimento, per questi giorni sospesi, ecco l’esortazione che Matt Cutts fa alla fine del suo talk, e che ti rivolgiamo:

«Cosa state aspettando? Vi garantisco che i prossimi 30 giorni passeranno comunque che lo vogliate o no, allora perché non pensate a qualcosa che avete sempre voluto fare e la provate per i prossimi 30 giorni?».

E, aggiungiamo, non dimenticarti di festeggiare!

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